La Cultura del fare

Bando ai catastrofismi


AMBIENTALISMO DEL FARE, L'URGENZA DI DECIDERE


di CARLO AZEGLIO CIAMPI
IL TEMPO si è fatto breve. Viviamo in un'economia globalizzata e attraversata, per di più, dai postumi pesanti e duraturi di una malattia grave e contagiosa qual è la crisi finanziaria di questi anni. Ciò che conta, oggi più che mai, è la capacità di decidere e di fare: E stato il mio rovello per una vita. In questa stagione segnata da una grande confusione, non solo di idee ma anche di numeri e comportamenti, credo sia giusto sottolineare la priorità strategica e irrisolta di questo Paese, e non solo, che si chiama ambientalismo del fare: l'urgenza, cioè, di decidere e di realizzare infrastrutture materiali e immateriali, di recuperare il ritardo accumulato con gli errori del passato e di evitare polemiche sterili e demagogie paralizzanti. Mi spiego: piuttosto che terrorizzare il mondo con toni catastrofisti, è bene acquisire la consapevolezza del problema climatico e, per questo, fare proprio in profondità il credo dell'ambientalismo del fare. I cittadini devono essere coinvolti nel prendere coscienza della rilevanza del problema ma nei limiti della sua forte rilevanza e non di presunte drammatizzazioni o ineluttabilità che hanno il solo effetto di autolimitarci o, peggio ancora, di bloccarci. Proprio il contrario di quello che serve, e cioè decidere e fare le cose necessarie. Agire con investimenti in tecnologia ed energia. Rompere vecchi tabù come quelli del nucleare ma, soprattutto, come i tanti, troppi incroci interdittivi centrali e locali in cui questo Paese smarrisce la sua capacità realizzativa. Non esiste altra via per mettere insieme le giuste esigenze di un ambiente sano e pulito con quelle, altrettanto fondamentali particolarmente in questo momento, di un'economia che deve poter tornare a crescere stabilmente e ad assicurare reddito e occupazione in modo continuativo. L'Italia decide è un'associazione bipartisan ideata e presieduta da Luciano Violante che raccoglie cervelli e competenze prestigiose dello Stato e di ogni schieramento politico. Ha scelto questo nome e si è costituita nel mio studio al Senato. Non è un caso che il suo primo rapporto 2009 è stato dedicato al tema infrastrutture e territorio. Passa attraverso questo snodo, e non altri, la via italiana per affrontare davvero la questione ecologica e competitiva del Paese. Se penso a ci che a accadde a uno scienziato, ormai scomparso, del valore di Felice Ippolito che. si ritrovò in carcere agli inizi degli anni Sessanta solo perché si voleva stroncare con il suo arresto la nascente industria nucleare italiana, ipotesi puntualmente verificatasi, un brivido mi percorre la schiena. L'Italia, nel suo piccolo, e il mondo, nel suo grande, hanno bisogno di azioni, non di allarmismi. Il tempo si è fatto breve, ci ammonisce San. Paolo, per passare dalle parole ai fatti.